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La zona cieca

22 mag 2008

di Alfasar


"Sì, sì, adesso mi dirai che esiste la possibilità di fare le cose che fanno tutti gli altri ma a modo proprio, e questo fa la differenza, ma, mia piccola innocente Lilo, un attimo prima di diventare tutti gli altri ognuno pensava di poter essere qualcosa di diverso.

[...]

Mi fa paura tutto. Come fai a non rendertene conto? Io l'ho capito chiaramente proprio nei mesi in cui ci eravamo lasciati. Era come se da quando ci eravamo conosciuti in qualche modo mi aspettassi che dovesse succedere. Insomma, di ogni persona a cui mi lego quello che penso per prima cosa è che un giorno potrà non esserci più. Che potrà abbandonarmi, morire. I miei genitori, perfino Efexor, tu. La vostra mortalità mi è davvero sempre presente, più di quanto mi siete presenti voi. Non lo do mai a vedere, ma è una condizione di angoscia continua, la mia.

[...]

Io penso di averle un pò rovinato la vita, invece lei mi dice che le ho insegnato tante cose e che è felice con me. So che lei sente il mio dolore, ma so anche che soffre comunque per come mi comporto e a quel punto soffriamo tutti perchè io soffro più di lei per non riuscire a capire e a esprimere i miei sentimenti. Non so cos'è: anche una carezza a volte mi dà fastidio, o meglio, mi rende triste, mi rende triste che qualcuno mi ami, non so accettare questo regalo. Ma nello stesso tempo, non sono capace di staccarmi da questa persona, che si chiama Lidia e mi fa ridere, mi distrae dai pensieri spaventosi che ho, mi piace molto fisicamente.

[...]

Insomma, tu te lo sei mai chiesto, in quante foto di quanti sconosciuti, ci ritroviamo senza saperlo? In quante foto capitiamo per caso, intendo, e poi rimaniamo lì: per sempre. Perché io oggi mi sono messo a sfogliare i miei album e me lo sono chiesto. Chissà che cazzo di fine ha fatto quella cinesina che passava dietro alle nostre spalle mentre io e la mia ex moglie in viaggio di nozze ci facevamo scattare questa foto davanti al MoMA, mi sono domandato. Chissà di che stavano parlando quell'uomo e quella donna che si vedono sullo sfondo di questa foto che ho scattato a mia figlia in Croazia. Chissà se stavano insieme. Se magari si tavano lasciando.

Chissà quanti sono gli altri, mi sono chiesto, chissò chi sono veramente, che cosa vogliono. Chissà a che cosa pensano, di che cosa hanno paura.

Chissà se la mia ex moglie in viaggio di nozze era davvero felice, chissà se mia figlia quell'estate invece di venire con noi in Croazia avrebbe preferito invece di andare in vacanza con i suoi amici.

Perché chissà chi sono, pure quelli che amiamo. Che cosa vogliono."

Il titolo del libro fa riferimento ad uno schema ideato da due psicologi: la finestra di Johary.

Questo schema divide il campo, fra due o più persone, in zone di competenza: quello che io so o non so di me, quello che gli altri sanno o non sanno di me. In tal modo, si ottengono diverse composizioni. Una di esse è la zona cieca: ciò che gli altri colgono di noi ma che a noi sfugge.

 

  

    

Chiara Gamberale è nata nel 1977 a Roma, dove vive.


Certo, per tutti viene il momento dei riepiloghi, del distacco.

Come corre in fretta la tua storia.

Tutto era ieri, il sorriso di una donna, il profumo delle stagioni, la speranza.

 

Enzo Biagi, Quello che non si doveva dire - Rizzoli

 

 

Ma mai, mai ho cessato di amarla, questa terra, e forse anche l'altra notte, quando l'ho lasciata, l'amavo in una maniera anche più straziante. Si soffre su questa nuova terra? Sulla nostra terra noi non possiamo veramente amare senza la sofferenza, e solo attraverso la sofferenza! Altrimenti non sappiamo amare, noi non conosciamo altro amore. Io, per amare, voglio soffrire...

 

Fedor Michailovic Dostoevskij, Il sogno di un uomo ridicolo - 1877 

La tortura

19 mag 2008

di Alfasar


Non c'è possibilità di errore: ogni regime che tortura lo fa in nome della salvezza, di qualche interesse superiore, di una promessa del paradiso. Chiamatelo comunismo, chiamatelo libero mercato, chiamatelo mondo libero, chiamatelo interesse nazionale, chiamatelo fascismo, chiamatelo civiltà, chiamatelo paradiso, chiamatelo come vi pare... per almeno una persona, in questo momento, da qualche parte del mondo, è l'inferno.
 
 
Ariel Dorfman, scrittore cileno   
 
 
Amnesty International
La tortura nell'era della "guerra al terrore"
EGA Editore

 

 

Nel momento

19 mag 2008

di Alfasar


"E' come se il destino ti desse una

sola possibilità, e concentrasse

tutto dentro quel momento preciso,

e lo facesse diventare così breve

che la maggior parte delle persone

non se ne rende conto, o non è

abbastanza pronta da reagire in tempo."

 

 

 Andrea De Carlo, Nel momento - Garzanti

  

 


"Ah, Malte, noi ce ne andiamo, e mi pare che tutti siano distratti e indaffarati e non abbastanza attenti quando ce ne andiamo. Come se cadesse una stella filante, e nessuno la vedesse, nessuno avesse formulato un desiderio. Non dimenticare mai di formulare un desiderio, Malte. Mai rinunciare ai desideri. Io credo che non ci siano adempimenti, ma desideri che durano a lungo, tutta la vita, tanto che non potremmo aspettarne l’adempimento."

 

Rainer M. Rilke, I quaderni di Malte Laurids Brigge - Garzanti

  

 

 

Scarpe italiane

18 mag 2008

di Alfasar


"La vita è navigare con una piccola barca in un flusso di promesse che muta di continuo, senza mai arrestarsi. Quante di queste promesse ricordiamo? Dimentichiamo quelle che vogliamo tenere a mente e ricordiamo quelle delle quali preferiremmo liberarci. Le promesse tradite sono come ombre che danzano in cerchio nel crepuscolo. Più invecchiamo, più riusciamo a vederle chiaramente. La più bella promessa della mia vita è quella che mi hai fatto quando mi hai detto che mi avresti portata a quel lago nella foresta. Voglio vederlo e sognare di nuotarci dentro prima che sia troppo tardi.

[...]

E' stato per ritrovare quell'amore che sono venuta a cercarti.

[...]

Feci un giro della mia isola. Uno stormo di uccelli stava arrivando dal mare.

Era come Harriet aveva scritto: siamo arrivati fino a qui.

Non oltre. Ma fino a qui."

 

Henning Mankell, Scarpe italiane - Marsilio

 

Questa notte

18 mag 2008

di Alfasar

Lasciami andare a vedere il sogno,

la velocità, il miracolo,

non fermarmi con uno sguardo triste,

questa notte lasciami vivere laggiù,

sull'orlo del mondo,

solo questa notte, poi tornerò.

 

Alessandro Baricco


"Lei lo prese per mano e lui si lasciò condurre. La mano di Sergio era grande e forte eppure, si disse Nina, morbida come quella di un bambino. Lui non sarebbe stato una guida per lei, né il marito nè niente. Non sarebbe mai stato suo. E forse lo amava per questo, perchè sempre si amano le cose che non avremo mai.

 

[...]

 

Giurarono che, dopo la guerra, si sarebbero ritrovati ma in cuor loro sapevano che non era vero." 

 

Mario Fortunato, I giorni innocenti della guerra - Bompiani

 

Memorie di Adriano

16 mag 2008

di Alfasar


Animula vagula, blandula,

Hospes comesque corporis,

Quae nunc abibis in loca

Pallidula, rigida, nudula,

Nec, ut soles, dabis iocos...

                P. AELIUS HADRIANUS, IMP.

 

"Piccola anima smarrita e soave, compagna e ospite del corpo, ora t'appresti a scendere in luoghi incolori, ardui e spogli, ove non avrai più gli svaghi consueti. Un istante ancora, guardiamo insieme le rive familiari, le cose che certamente non vedremo mai più... Cerchiamo di entrare nella morte ad occhi aperti..."

 

Marguerite Yourcenar, Memorie di Adriano - Einaudi

 

Vaniglia

15 mag 2008

di Alfasar


 

Lei vive a Los Angeles, lui a New York.
Lei si veste sempre di bianco, lui spesso di nero.
Lei si occupa di arte, lui di pubblicità.
Lei crede nell'eterno dell'immagine, lui nella quotidianità della parola.
Lei non crede agli uomini, avendone amato uno.
Lui crede solo a se stesso.
La storia si svolge tra le varie città americane, tra il sogno e la realtà, tra le amicizie e i tradimenti, tra la sensualità e la spiritualità, tra l'ironia e il dramma, tra il caso e il destino.
Questa è una storia d'amore a metà tra libro e film.

 

Lorenzo Marini, Vaniglia - Lupetti

 

 

 

Un Sentimento

14 mag 2008

di Alfasar

"Quando desideri con tutto il cuore che qualcuno ti ami, dentro ti si radica una follia che toglie ogni senso agli alberi, all'acqua e alla terra. E per te non esiste più nulla, eccetto quell'insistente, profondo, amaro bisogno. Ed è un sentimento comune a tutti, dalla nascita alla morte."

 

Denton Welch

Diario, 8 maggio 1944, ore 23.15

 

Sulle regole

14 mag 2008

di Alfasar

 

"La giustizia non può funzionare se il rapporto tra i cittadini e le regole è malato, sofferto, segnato dall'incomunicabilità. La giustizia non può funzionare se i cittadini non comprendono il perché delle regole. 

 

[...]

 

La considerazione della persona come strumento, infatti, ha costituito il substrato culturale, il modo di intendere relazioni, il criterio per individuare punti di riferimento, sul quale hanno poggiato le guerre mondiali, la Shoah, l'uso della bomba atomica, e da cui sono derivate le tragedie e i drammi che tali eventi hanno accompagnato. 

 

[...]

 

I motivi che avevano portato ad affermare in maniera così clamorosa l'esistenza di diritti insopprimibili sono stati presto dimenticati. Pare proprio che il genere umano non conservi memoria della sua storia, di quel che ha fatto, imposto o subìto, se non per brevissimo tempo.

 

[...]

 

Se i cittadini non possono informarsi adeguatamente, le loro scelte sono apparenti e non effettive, essendo sviate dalla parzialità, inesattezza o tendenziosità delle notizie che vengono loro fornite. Economia e finanze hanno plurime possibilità di squilibrare il modello sociale; possono interagire con l'informazione condizionandola, possono essere il punto di partenza di interferenze sul corretto esercizio delle istituzioni..."

 

Gherardo Colombo, Sulle regole - Feltrinelli

 

La mia Costituzione

13 mag 2008

di Alfasar


 

 

"Qui ci sono le regole perché un popolo possa convivere nella pace e nella serenità, in modo costruttivo, collaborativo, solidale; ci sono le regole per vivere liberi, lavorando e lottando per la giustizia; ci sono le regole per mantenere viva la pace, al proprio interno e nei rapporti con gli altri popoli; in una parola, in questa Costituzione ci sono tutte le regole della democrazia. Studiala. Amala. Difendila.” 

 

Oscar Luigi Scalfaro, La mia Costituzione - Passigli


 


"La morte è sempre in cammino, ma il fatto che non sai quando arriverà sembra togliere importanza al fatto che la vita è limitata. E' proprio quella terribile inesorabilità che noi tanto detestiamo. Ma poiché non sappiamo, finiamo per pensare alla vita come a un pozzo inesauribile. Eppure ogni cosa accade soltanto un certo numero di volte, e un ben piccolo numero, in effetti. Quante altre volte ricorderai un certo pomeriggio della tua infanzia, qualche pomeriggio che sia così profondamente parte del tuo essere per cui tu non possa nemmeno concepire la tua vita senza quelle ore? Forse altre quattro o cinque volte. Forse nemmeno. Quante altre volte guarderai sorgere la luna piena? Forse venti. E tuttavia tutto sembra senza limiti."
 
Paul Bowles, Il Tè nel deserto - Garzanti
 

 

 



Opinione pubblica

10 mag 2008

di Alfasar


"Si dice che elezioni devono essere libere. Certo, ma anche le opinioni devono essere libere, e coè liberamente formate. Se le opinioni sono imposte, le elezioni non possono essere libere. [...] Va da sé che i processi di formazione di un'opinione pubblica che sia veritieramente del pubblico, e cioè che sia relativamente autonoma, sono molto complessi. [...] Resta vero che, anche quando otteniamo un'opinione pubblica relativamente autonoma, anche così il costrutto è fragile e relativamente incompleto. Fino a che punto questa fragilità e incompletezza ci devono preoccupare? La risposta è che finché restiamo nel contesto della democrazia elettorale, del demos che si limita a eleggere i suoi rappresentanti, questo stato di cose non pone problemi seri. E' vero che il pubblico, il pubblico in generale, non è mai molto  informato, non sa granché di politica, e non se ne interessa più di tanto. Però la democrazia elettorale non decide le questioni, ma decide chi deciderà le questioni. La patata bollente passa così dall'elettorato agli eletti, dal demos ai suoi rappresentanti."

 

Giovanni Sartori, La democrazia in trenta lezioni - Mondadori

 

Giovanni Sartori è professore emerito alla Columbia University (NY) e all'Università di Firenze. Ha insegnato anche alle università di Harvard, Yale, Stanford. E' stato insignito di nove lauree honoris causa. E' autore di numerosi volumi, tra i quali: Elementi di teoria politica (1995), Ingegneria costituzionale comparata (2005).


The cats will know

 

Ancora cadrà la pioggia
sui tuoi dolci selciati,
una pioggia leggera
come un alito o un passo.
Ancora la brezza e l'alba
fioriranno leggere
come sotto il tuo passo,
quando tu rientrerai.
Tra fiori e davanzali
i gatti lo sapranno.


Ci saranno altri giorni,
ci saranno altre voci.
Sorriderai da sola.
I gatti lo sapranno.
Udrai parole antiche,
parole stanche e vane
come i costumi smessi
delle feste di ieri.

 

Farai gesti anche tu.
Risponderai parole -
viso di primavera,
farai gesti anche tu.


I gatti lo sapranno,
viso di primavera;
e la pioggia leggera,
l'alba color giacinto,
che dilaniano il cuore
di chi più non ti spera,
sono il triste sorriso
che sorridi da sola.
Ci saranno altri giorni,
altre voci e risvegli.
Soffriremo nell'alba,
viso di Primavera.                         

                        

Cesare Pavese, Verrà la morte e avrà i tuoi occhi - Einaudi

Manituana

08 mag 2008

di Alfasar

 

 


 

 

 1775, all'alba della rivoluzione che generò gli Stati Uniti d'America. Scelte laceranti condurranno allo sterminio di molti mondi possibili. Una storia, dalla parte sbagliata della storia.


Wu Ming, Manituana - Einaudi